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E’ che a volte mi perdo… Mi perdo e non so né dove sono, né dove sto andando.. né come tornare..
E a volte ho bisogno di perdermi.. Di lasciare la presa, ti tirare il respiro.. E viene voglia di mandare tutti a quel paese, chi ti odia e chi ti ama, e chi non si interessa minimamente di te. Il mondo ogni tanto, c’è bisogno di chiuderlo fuori. ..Credo.
E mi perdo.. e non vedo più nulla e non trovo più nulla, neanche la musica.. Ho in testa le parole sacrosante di un Artista.. le ho risentite poco fa, e da quel giorno non le riesco a scacciare dalla mente.. “ Nell’amor le parole non contano… conta la musica..”
E io non riesco più a sentire nemmeno la musica..
Il mio pianoforte si sta impolverando.. e il mio pianoforte in qualche modo rispecchia me, la mia anima.. Mi sto impolverando.. Non può essere che finalmente l’ho portato a casa.. e ancora non ho suonato.. Ancora non ho tirato fuori il trasformatore, ancora non l’ho attaccato alla corrente.. Sta lì, muto, in attesa di qualcosa. Sembra morto.. Sembro morta.
Rivoglio la musica.. Mi manca da morire.. E mi sento come totalmente incapace di creare qualsiasi cosa di bello con essa.. Ogni tanto il mio sguardo sfiora quei tasti bianchi e neri.. e la mia espressione è un punto di domanda. Come se non sapessi da dove iniziare.. Vorrei essere brava, vorrei essere un’artista vera.. Una come Giuliano-Pasol.. vorrei poggiare le dita sulla tastiera e lasciare che sia la musica stessa a guidare le mie mani.. ma io non sono così. Io non ho studiato, io non SO la musica. Io non la conosco così profondamente. Io la ho amata visceralmente e basta. Mi illudevo che bastasse questo a rendermi affascinante ai suoi occhi.. Ma la musica non è così.. ti entra dentro e ti segna a vita.. Ed ora, quando non c’è, non ci sono nemmeno io..
Nell’ amor le parole non contano, conta la musica..
E questo condominio sembra fatto di cartapesta.. non potrò mai più suonare come una volta.. Mettermi lì al piano, anche di sera.. accendere il microfono nel silenzio e nel buio.. accendere l’amplificatore. Respirare piano e sentire l’eco del mio respiro nella cassa.. Chiudere gli occhi.. e volare. Suonare, cantare, uscire dal mio corpo e trasformarmi in qualcos’altro, in note. In armonia.
Non potrò più farlo e la cosa mi distrugge l’anima. Perché non so scendere a compromessi io. La musica per me non può scendere a compromessi. Dovrei suonare “ a volume bassissimo” o con le cuffie.. è come castrare la mia musica.. non se ne parla. La musica è il mio sfogo, la mia via di fuga.. se anch’essa deve contenersi, che sfogo è?
E allora il pianoforte resta lì, inespresso. Piuttosto che suonare a metà, non suono proprio..
Devo trovare una saletta in zona in cui andare a sfogarmi.. Chissà se ancora so come si fa, a buttare fuori l’anima sui tasti e nella voce..
Chissà..
Ma sto perdendo il filo.. Appunto. Un’altra cosa che ho perso. Continuo a perdermi. Non trovo più un punto fisso, un appigglio..
Volevo scriverti mille cose amore, avevo mille frasi in mente.. e non ne trovo più neanche una.. Perdute, anche loro..
Volevo dirti che non so cosa sono diventata.. Che non capisco più chi sono.. E non mi piace. Volevo dirti che mi dispiace per il male che ti faccio, anche involontariamente.. Che ho bisogno di ritrovarmi ma non so da dove iniziare a cercare..
A volte mi faccio schifo, mi vergogno di me.. o più semplicemente mi deludo. Ma mi deludo profondamente.
E penso a quella cosa.. Io sono un’extraterrestre. Sono un’aliena.. di sicuro non sono umana perché sennò non si spiegherebbe.. Perché sento cosa tanto diverse da tutti? Perché provo certe emozioni in momenti che proprio non lo richiedono? Perché mi arrabbio quando gli altri riderebbero, e rido quando gli altri si arrabbierebbero?
E perché non riesco a piangere quando ne ho bisogno.. E poi è impossibile riuscire a trattenere le lacrime quando invece non dovrebbero proprio scendere?
E se non riesco a far capire tutto questo nemmeno a te, amore mio, che sei così comprensiva e mi conosci ormai così bene, vuol dire che sono proprio un’aliena! Perché la mia mente pensa una cosa ma il mio cuore ne pensa un’altra e, chissà perché, vince sempre lui..
E sono un’aliena perché sono fuori dal mondo.. Perché sono qui, nel buio della nostra stanza.. Illuminata solo da un monitor, a farneticare e a rincorrere discorsi per un post.. Mentre tu sei lontana, in mezzo ai colleghi, al lavoro, al movimento, alla vita. Tu sei viva. E io sono morta. E questo è il mondo che più mi appartiene, lo so..
Forse è per questo che non sono andata a festeggiare con mia madre oggi, anche se fino all’ultimo ho pensato fosse una buona idea.. Perché dopo ieri sera.. Mi sono sentita talmente fuori luogo nel mondo dei “vivi” in cui la cosa più normale del come uscire a cena con gli amici, era per me in un’immagine sfocata e lontana..come un racconto di vecchie favole..
Ho temuto di non avere speranze ormai.
Non riuscivo a ritrovare il mio mondo.. ma nemmeno ad adattarmi al tuo.. mi sentivo così un pesce fuor d’acqua..
Quindi mi sono rintanata in casa.. ho cercato di ricreare il “mio” mondo.. ma invano.. non è servito a nulla.. Ma almeno non sono stata costretta a fingere di trovarmi a mio agio nel mondo di mia madre.. e questo è già positivo..
E ora sono nel limbo. Ora, come tanto tempo fa. Sono perfettamente in mezzo tra una dimensione e l’altra.. e non so da che parte andare.. so solo che qui c’è il vuoto.. Sono in un atollo di nulla, tra due realtà che non riesco a raggiungere.. e non so cosa fare..
Sono combattuta tra il bisogno di sentirti, di sentire la tua voce, che mi richiama alla vita.. Ed il bisogno di silenzio. Quel silenzio assoluto di battiti e di sentimenti, che riconoscevo come casa.
Entrambi affascinanti, entrambi dolorosi a loro modo..
Vorrei, più di ogni altra cosa, farti capire.
Vorrei riuscire a spiegarti, davvero.. ma tu sei nel tuo mondo, e nel tuo mondo non esistono parole per spiegare questo.. E so che per fartelo capire dovrei trascinarti nel mio mondo.. un mondo che non ti appartiene.. E so che sarebbe ingiusto. E’ già successo e tuttora succede ogni tanto.. Quando ti rintani nel nostro nascondiglio invece che uscire con gli amici, quando preferisci me a loro.
Lo so che è una scelta tra due mondi e non ti è facile. E non vorrei mai tu dovessi compierla. E vorrei trovare il modo per evitarla..
Vorrei imparare davvero a vivere il tuo mondo.. E non sentirmi male dopo qualche tempo.. come una sirena obbligata a vivere sulla terra ferma.. Vorrei non avere quella sensazione di mancanza d’aria.. Ma invece c’è. Sono un’aliena, ricordi? ;o)
Forse non mi abituerò mai all’atmosfera di questo mondo.. ma ci proverò ancora e ancora, lo prometto..
Lasciami solo qui, ancora un po’.. nel buio.. Lasciami cullare dalla melodia che sento.. Lascia che mi porti con se e mi parli di casa..
Lascia che queste lacrime familiari e confortevoli mi accarezzino il volto.. Lascia che mi immerga nel mio profondo ancora un po’.. solo un altro po’.. Fino a quanto il telefono squillerà, ed io riemergerò all’istante per sentire la tua voce richiamarmi tra i vivi..
Solo un po’… solo un altro po’..
ps: quella famosa frase..Arriva da qui.

-Bella-
A volte ho paura di sfiorarti..
Così fragile e piccola, tra le mie mani.
Potrei romperti, rovinarti..
Ucciderti.
Tu, come un petalo di cristallo
nelle grinfie di un orco.
Ma tu non fuggi.
Non fuggi!
Al contrario, ti avvicini..
mi seduci, mi inebri i sensi
di un profumo che non so.
Sfrontata o..
impudente,
Sono un mostro e non capisci,
o non ti importa
del pericolo che corri.
E mi rendi folle.
Pazzo di te
che ti seguo in ogni istante
per proteggerti dal mondo
e poi vorrei scappare..
per proteggerti da me.
Eppure tu..
tu neanche te ne accorgi..
Goffa farfalla,
agnello indifeso..
Hai fatto innamorare questo leone
che ora non sa
come sfiorarti senza
ucciderti.
Tormentato da un demone antico
Odio me stesso
e non amo altro che te.
Nell’oblio di quest’eterna guerra
che sconvolge il mio corpo..
Sempre in lotta tra l’amarti
e l’ucciderti..
ho capito.
Vivere per salvarti
..è la mia unica salvezza.
-Edward-
Guarda le tue mani.
il pallore ed il gelo non le rendono meno umane
quando sfiorano il mio viso e mi fanno tremare,
quando mi sollevano senza sforzo e mi fanno sentire protetta.
Guarda le tue mani..
Non c’è niente di non umano in loro.
E i tuoi occhi..
Ora chiari come il miele, ora brace di oscurità.
Forse loro no, non sono umani..
Ma sono forse occhi di angelo,
non certo di demone..
Perché quando sono fissi nei miei
e scrutano la mia anima
dolce, il pensiero di annegarvi,
mi sfiora.
E guarda le tue labbra.
così perfette.
Così ardenti, sotto quel gelo.
Non sento il freddo quando mi sfiorano,
sento bruciare un fuoco.
Non vedo in esse potenti armi di morte,
ma spiagge di vita..
Non riesco a sentire il pericolo..
ma il desiderio.
E quando sono vicine a me, il mio pensiero non è
quello di fuggire, no,
ma di baciarle. Ancora e ancora.
Ora dimmi come può
esserci del male in te.
Ora dimmi come fai
a chiedermi di fuggire.
Non c’è bestia, non c’è diavolo in te.
E tremo al pensiero che l’angelo che sei
ha messo in ginocchio la bestia per me.
Tremo al pensiero che sia io,
lo scopo di tutto.
Non più preda ma principessa,
e tu fedele cavaliere.
Tremo al pensiero
di aver chiuso gli occhi al male
ed averli aperti all’amore.
Respira, Edward.
Respirami.
Fallo ancora e ancora.
Non ci sarà in te altro desiderio
che quello di essere mio.
E la bestia soccomberà,
alle nostre mani intrecciate.



